lunedì 22 giugno 2026

OLTRE ITACA


 

Solo il mare, ancora.

Ancora il vento.
E qualcosa in me
che non chiedeva più di riuscire,
né di dimostrare,
né di vincere.
Chiedeva soltanto
di riprovare.

Come il marinaio della canzone,
non il capitano caro agli eroi,
ma quello che ha paura,
che conta i giorni,
che vorrebbe pane, vino, casa
e tuttavia, se c’è ancora mare,
dice:
sono pronto, dove andiamo?

Così sono tornato in mare,
vecchio abbastanza
da non vergognarmi più della fatica,
da sapere che si può ripartire
solo dopo aver smesso
di chiedere al mare chi sei.

Ieri sono entrato in acqua
con tutti e due i miei figli.
E guardandoli accanto a me,
così naturali nel vento,
così felici da non sapere
che stavano chiudendo un cerchio,
ho pensato che la vita
ha una misericordia strana.

A volte Itaca
non è il luogo dove smetti.
È il luogo dove capisci
che puoi ripartire,
senza più dover essere un eroe

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