da Matteo Mario
..."Diventare adulti significa anche scoprire che molte delle gare che avevamo così paura di perdere non richiedevano nemmeno la nostra partecipazione.".....
A volte, penso a questa cosa: c’é una parola che attraversa Little Miss Sunshine molto più del suo celebre pulmino giallo: successo. Richard Hoover ha costruito un’intera filosofia attorno alla convinzione che l’umanità possa essere divisa tra vincenti e perdenti.
….Perché abbiamo cambiato gli strumenti con cui misuriamo il successo, li abbiamo resi più sofisticati e soprattutto più visibili, ma continuiamo a guardarci attorno per capire se la nostra vita stia procedendo alla velocità giusta.
Abbiamo imparato molto presto che qualcuno deve vincere.
…..Una competizione funziona soltanto se qualcuno arriva davanti e qualcun altro resta indietro. Eppure abbiamo applicato questa logica a quasi ogni dimensione dell’esistenza. Al lavoro dobbiamo avanzare, nelle relazioni dobbiamo raggiungere determinate tappe, con il nostro corpo dobbiamo aderire a un modello, sui social possiamo persino osservare in tempo reale quanto interesse suscitiamo negli altri.
La vita è diventata piena di classifiche che nessuno ha dichiarato ufficialmente, ma nelle quali continuiamo a cercare la nostra posizione….
Magari alcune gare possiamo semplicemente abbandonarle
Alla fine Olive non ha bisogno di vincere Little Miss Sunshine. Ha bisogno di scoprire che esiste un luogo nel quale può essere goffa, esagerata, inadeguata e completamente fuori posto senza perdere l’amore delle persone che le stanno accanto. Gli Hoover arrivano al concorso inseguendo una vittoria e ne escono avendo finalmente imparato a perdere insieme.
È per questo che il film conserva una leggerezza così rara. Non ci chiede di rinunciare alle nostre ambizioni e nemmeno di fingere che fallire sia piacevole. Ci invita a scegliere con maggiore attenzione le competizioni alle quali permettiamo di definire la nostra vita.