FATICA
mercoledì 29 luglio 2026
lunedì 27 luglio 2026
sabato 25 luglio 2026
GIORNO 9 "DA CAMPOROSSO A MESTRE" bonus track "Le giornate degli Dei"
Giorno 9.
Risorgiamo come il Redentore e andiamo alla stazione a prendere il treno per Mestre.
Game over.
Bonus track: la giornata degli dei
In casa non c’è niente. Non avete fatto neanche un euro di spesa. Niente, neanche mezza bottiglia di acqua naturale. In bagno un sapone comprato in edicola (giuro) e un micro boccettino di bagno schiuma rubato in un albergo e finito a cui si aggiunge inutilmente acqua. In bagno odore di RSA. C'e' un disordine che sembra esplosa una granata.
Asciugamani sparsi per casa e qualcuno con delle frenate.
Sveglia e colazione dalla barista bella. Cornetti, tramezzini al lupo e peperoni, red bull per le borracce. Breakfast of Champion.
In sella per almeno sei ore. Ristori con crostate di frutta, coca cole varie se si trovano. Altrimenti gel e barrette. Merenda ferma fame e poi a casa. Doccia e fasi finali del Tour de France in diretta in mutande e canottiera.
Pisolo defaticante. Aperitivo e cena con cinghiale, tirannosauro e altre leggerezze.
Ritorno a casa per vedere partita di calcio dei mondiali. Letto. Sonno.
E poi si ricomincia il giorno dopo tipo giorno della marmotta.
venerdì 24 luglio 2026
GIORNO 8 "CAMPOROSSO - SECHIEIZ - CAMPOROSSO": banane di montagna
Sempre colazione dalla nostra fidanzata e partenza per la tappa più dura del Tour. Io non avevo ancora smaltito il giorno prima in bici e sento che la sto prendendo secca. Sulla ciclabile verso la Via Crucis mi affianca uno sconosciuto per lamentarsi del rumore tipo cicale impazzite che fa la mia ruota libera. Lo indirizzo verso Magellan che si lamenta da anni della stessa cosa. Ci fermiamo in una paese per comprare gel e barrette e Magellan insulta un vigile urbano. Per fortuna non i sente e possiamo ripartire.
L’incubo è che io non avevo riferimenti chilometrici per la fine della salita e il sadico che era con me parlava solo in metri di dislivello. Quindi non riuscivo mai a capire quanto mancava. A metà del primo pezzo incontriamo l’unico o quasi essere umano. Un vecchio in slip che spinge una bici in cancello con borse giganti. Secondo me è ancora lì. Arriviamo a una malga dove la gestione Shrek è supportata da un ragazzo cameriere in transizione di sesso. Di nuovo sembra un casting di Tarantino. Arriva un altro ciclista con muscolare che Magellan stimola chiedendo come è stata la salita. Divinità e animali da cortile e’ la sua unica risposta. Tutti gli dei del Friuli sono coinvolti.
Ripartiamo senza un perché ma io sto morendo di fianco a me che pedalo in una esperienza extra corporea. Credo di aver pedalato per giorni e finalmente arriviamo al passo.
Li’ incontriamo due improbabili fidanzati con delle legnano in acciaio e portapacchi in cemento che apparentemente venivano su dalla parte opposta. Ancora mi chiedo se fossero veri.
Parte una discesa super tecnica in cui rischio la vita 1000 volte. Temo Anche per colpa di cani pastori che in realtà non ci guardano neanche.
Arriviamo a casa senza più voglia di vivere. E appena aprono un ristorante qualsiasi andiamo a mangiare due volte. di nascosto gli basso la musica della sala dallo stereo.
Poi partita dei mondiali e micromorte.
giovedì 23 luglio 2026
GIORNO 7 "CAMPOROSSO-MANGART-CAMPOROSSO": pioggia dorata sulle vette
Iniziamo a innamorarci di una barista (chiaramente corrisposti) e facciamo colazioni a 10 portate per impressionarla.
Partenza verso la salita più bella Tour. 20km che non staccano mai circondate dalle montagne dove vivono gli dei
Ci fermiamo alle miniere Raibl del Predil. Luogo della memoria di Magellan che passava di lì due volte all’anno per lavoro. Non in miniera.
Posto grintosissimo.
Ripartiamo e con passo tranquillo, arriviamo a una prima pausa dove una ciclista si ferma e ci fa praticamente la pipì davanti. Dopo un momento di smarrimento, ripartiamo e arriviamo al passo. All’invito di Magellan di fare un piccolo hiking per vedere il panorama a 360 gradi io lo rimando al noto posto (anche perché avevo un dito rotto del piede dall’inizio del Tour, ma in kite non mi faceva male).
Discesa infinita. Stop in lago alpino. Io medito di fianco all’uscita di una fogna. Poi mi riprendo e ripartiamo. Stop a Tarvisio. Pizza e dopo un piccolo relax ci siamo fatti gabbare da una spa di un hotel. “Vi hanno avvertito che non funziona praticamente niente delle strutture della Spa?” Ma ormai eravamo là e siamo entrati con una coppia di baffe. Sempre in bici ma in civile andiamo al ristorante migliore del tour. Rientriamo a casa di notte sulla ciclabile. Per cercare di smaltire cervi, formaggi fritti e tirami su.
mercoledì 22 luglio 2026
GIORNO 6 "CAMPOROSSO": Caz Dit?!?
Non ne abbiamo e dopo un rapido brief solo di sguardi capiamo che la bici oggi resteranno ferme. Piaghe da decubito, gambe di legno, e acciacchi vari ci fermano. Da notare che io ho un dito di un piede rotto o super insaccato da prima del Tour........ideal per walk bike con le scarpe di marmo.
Andiamo per visitare un santuario in quota raggiungibile solo con teleferica.
Magellan tra il serio e il faceto suggerisce di prendere solo andata e tornare a piedi.
“Caz dit? (Che cazzo dici per i non ferraresi)” e’ il mio unico commento. Sara’ la mia unica rivolta durante la vacanza.
Saliamo e dopo un breve tour mangiamo in una trappola per turisti inneggiando a Erode.
Siamo così cotti dal giorno prima che ci addormentiamo nella teleferica al ritorno.
Però poi pieno di veleno Magellan chiama l’host di Airbnb e gli fa un culo così grande che ci sconta un giorno in meno. Da notare che si era lamentato di due bancali davanti a casa…..
Relax e poi cena di media portata. Partita mondiali con Magellan terza voce che insulta I telecronisti tutto il tempo, ma soprattutto Adani.
martedì 21 luglio 2026
GIORNO 5 "DA BOVEC A CAMPOROSSO": e' tutto asfalto .......
Colazione con la Wermacht che deve aver invaso la Slovenia. E poi gonfiamo le gomme a palla perché a sentire Magellan era tutto asfalto. Dopo poco siamo su un sentiero non battuto da secoli, usato solo dai Visigoti. Altri ponti tibetani grintosi. Finalmente alla prima avvisaglia di asfalto mi piazzo lì e non voglio più vedere dello sterrato per oggi. Magellan ci prova a suggerirlo ma lo invito a accomodarsi nel noto posto dove c’è sempre spazio.
Poi parte una salita nelle Cronache di Narnia spettacolare. Panorama mozzafiato e incontriamo gruppo di motociclisti al rifugio di cui io posso prevedere ogni mossa futura.
Ci sarebbe una altra traccia gravel a scendere ma anche lì mando Magellan nello stesso posto di prima.
Arriviamo al AirBnb e vedo le vene del collo di Magellan ingrossarsi per il disappunto. Non saranno giorni belli per il nostro Host.
lunedì 20 luglio 2026
GIORNO 4 "DA SMARTNO A BOVEC": le banane di Caporetto
Colazione ottima ma Magellan cerca per un’ora i guantini per poi scoprire che li avevo io per sbaglio. Insulti.
Salita e discesa infinita in un bosco popolata solo da una vecchia coi bastoncini che saliva in mezzo al nulla. Da verificare la realtà dell’apparizione.
Prima calda fatta bene vicino a Caporetto (e non siamo stai i primi a prendere un liscio e un busso li'). Collassati in un parco giochi con la giostrine per bambini. Magellan si addormenta per terra due volte e io svengo su una panchina rotonda contrario alla biodinamica pensando di non rialzarmi più.
Ripartiamo con lo sguardo nel vuoto. Ben sapendo che sarà solo dolore.
Al grido di Magellan che era poco tecnica affrontiamo il Camel Trophy con ponti tibetani e discese a scale e bici in testa. Io non riesco a trattenermi e insulto generazioni passate di Magellan. Che ride del mio dolore. Passiamo per una gola dove giovani americani fanno tuffi dalle rocce. Sospiro di invidia della loro gioventù immortale.
Arrivo a Bovec.
Siccome Magellan c’era già stato e era stato male, confermiamo quello stesso albergo.
Merenda ferma crollo. E poi cena in un altro bar di Guerre Stellari. Magellan senza un lamento mangia di seguito due zuppe di crauti fermentati e fagioli. Odori di vecchio armadio in una RSA a seguire.
sabato 18 luglio 2026
GIORNO 3 "DA TRIESTE A SMARTNO": una volta eravamo uomini
Dopo una colazione prestigiosa decidiamo di proseguire in treno. Chiaro segno di omosessualità incombente. Per cui giornata libera a Trieste. Compro, mettendoci un’ora, un costume da bagno che non userò. Spiaggia e poi attraversiamo Trieste per un massaggio. Da un picchiatello che mi rovina. La sua casa era congelata dagli anni 70, temevo che ci uccidesse. E giorno dopo dovrò anche sopportare il dopo tortura.
Poi stazione di Trieste e treno fino a Šmartno. Poi in taxi fino al bellissimo paesino con una vista a 360 gradi.
Magellan si incazza perché ordino un prosecco nella patria del Sauvignon. Poi cena senza fine perché i cuochi leggevano dei libri in cucina. Però buona.
A letto insieme in matrimoniale. io come spesso succede "dormo accanto a me che sono sveglio" (cit. F. Fellini).
GIORNO 2 "DA PORTOROSE A TRIESTE": il bar di guerre stellari esiste
Partiamo presto la mattina tanto non c’è niente da salvare qui. Però pur avendo fatto il giro del coglione per non dimenticare niente in albergo perdo il caricatore del telefono di Giuda. Poche cose aperte e finiamo in un bar da aperitivi serali che ha solo delle brioche. Parte in salita. Giro bello. Vigneti, tanti su e giù (mangia e bevi). Tratta poco tecnica. Giuda continua a essere Mezza Ruota ma ormai mi sono abituato. Vediamo il panorama del più grande deposito di auto invendute del mondo. Salita grintosa. Arriviamo a Trieste e ci fermiamo ancora in riserva sparata in un ristorante di Guerre Stellari con tavolate di picchiatelli. Dopo un inizio poco promettente Magellan tira fuori dal cilindro un albergo bello e poco costoso. Pisolo pomeridiano.
Giro turistico per la bellissima Trieste che io non avevo mai visitato e poi cena tipica leggerissima al Buffet Siora Rosa. Magellan ordina un ettaro di prosciutto cotto dopo cena perché aveva ancora fame.
Torniamo in albergo. Partita dei mondiali. Ma gambe da buttare via.
Faremo il punto all’indomani ma non ci sono buoni presupposti.
giovedì 16 luglio 2026
GIORNO 1 "DA POREC A PORTOROSE": un tuffo nel socialismo reale
E iniziamo a seguire la ciclabile Parenzo. Bella, super ben indicata e panorami belli e vari. Magellan si muove sicuro e io seguo a cervello spento. Risate. Discorsi seri. Risate. Chiaramente senza ricordare una parola di quello che ci siamo detti.
Non si capisce come ma sono quasi 100 km tutti in discesa fino a Porto Rose. Ci fermiamo a pranzo in un paese che sembra Toscana. Io salto il pranzo e la pagherò.
Io sono cotto a puntino perché non ho praticamente mangiato niente, neanche gel. Non so ancora perché. Megellan fa il bagno e io aspetto che lui finisca, seduto per terra con il culo nudo di un vecchio davanti. Non so ancora il perché.
Tutti gli alberghi decenti sono prenotati e finiamo in un ostello. Raro esempio di socialismo reale. Camera grintosa. Cena grintosetta. Calo verticale della qualità della fauna. Effetto PortoGarbaldi.
mercoledì 15 luglio 2026
GIORNO 0 "DA VENEZIA A POREC" nome della tappa "Ombelico del Mondo"
Io stranamente mi ricordo tutte le tecnologie poi partiamo e mi dimentico subito i guanti sulla macchina. La ciclabile di Mestre è stata studiata apposta per farti perdere. Anche Magellan accusa il colpo.
Chiaramente e emblematicamente il nostro tour inizia a venezia. L’unica città al mondo in cui è proibito andare in bici.
Arriviamo a piedi all’imbarco del traghetto e io faccio la spesa a un Conad dove compro tutto ma soprattutto due ettari di focaccia e 10 crostatine di marmellata. Ne mangerò 8 in traghetto.
Il controllo dogana ci fa smontare tutte le borse delle bici. Imbarchiamo e attraversiamo venezia e ci godiamo la città.
Dopo circa 3 ore arriviamo al tramonto in Croazia. Dal porto all’albergo. Rismontiamo ancora per il parcheggio. Poi cena e ci innamoriamo della cameriera e del suo ombelico.
Sveglia prima della sveglia colazione e in sella.
"TIRARE DRITTO?!" TOUR 2026
Anche quest'anno ho caricato le borse su Peter Pan (nome della gravel, ispirato dalla sua frase "Non voglio crescere") e sono andato nel terre selvagge. Meno dell'anno scorso e non da solo (per Canada e Montana) ma con il leggendario Magellan Giuda Mezza Ruota, con cui avevamo affrontato Italy Divide due anni fa. Un giro meraviglioso a scoprire terre che non conoscevo. E tante risate, cretinate e risate ancora. Pochi chilometri ma tanto dislivello. Spettacolo
lunedì 29 giugno 2026
"MI PIACE IL VENTO PERCHE' NON SI PUO' COMPERARE" cit. G. A.
Dieci giorni di vento, con i miei figli in acqua in kite tutti i giorni, tutto il giorno (io meno....). 10 giorni a non fare il papa', solo a parlare di vento, cose da adulti e cretinate, tante cretinate. E vedere come in mare si capiscano anche le personalita' diverse dei miei ragazzi: uno sempre nel mezzo del oceano piu' incazzato, da solo, a prendere le onde piu' grosse e il vento piu' forte quasi invisibile dalla spiaggia. L'altro, mai paura, a provare dei "trick" spacca osso del collo (cultura da TikTok), davanti alla riva per farsi vedere. Che se L, amore della vita mia e loro madre, vedesse cosa gli permettevo di fare, mi licenzierebbe.
Io sempre una merda, pero' a un livello migliore.