Caro Iacopo,
quella del 2026 sarà per te un’estate senza fine.
Non nel senso del tempo o delle stagioni. Gli inverni arriveranno, come arrivano sempre per tutti. Saranno freddi, bui, a volte lunghi.
Ma questa estate continuerà a vivere altrove. Sarà un’estate senza fine nei tuoi ricordi.
Sei andato fino alla fine del mondo, in un luogo dove non c’è nulla: solo vento, mare, orizzonte e quattro amici. Eppure, proprio lì, si nasconde tutto ciò che conta.
È un rito di passaggio.
Ci sono passato anch’io, tanti anni fa, forse nel 1983, con B., un amico vero. Eravamo a Porto Pollo. Dormivamo in una roulotte sgangherata, chiaramente senza bagno, con la testa piena di Maestrale e la sensazione che il mondo fosse infinito e noi avremmo vissuto per sempre.
Quei giorni non torneranno mai.
Eppure sono ancora lì. Scoloriti, confusi, sfocati come una vecchia fotografia. Il tempo ne ha consumato i dettagli, ma non l’emozione. Alcuni momenti hanno questo privilegio: finiscono, ma non se ne vanno.
Anni dopo, per noi ne sono passati più di quaranta, non ricorderai ogni giornata, ogni onda o ogni tramonto. Ricorderai invece la libertà. Il vento. Le risate.
La scoperta che la felicità può essere incredibilmente semplice.
E allora custodisci questa estate. Perché un giorno, quando gli anni saranno passati e arriverà un inverno, ti basterà chiudere gli occhi per tornare lì.
E scoprirai che una parte di te non è mai tornata.
"Mi piace il vento perché non si può comprare."
— Gianni Agnelli
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