domenica 15 gennaio 2012

MOMAMACARA CHE BOTTA NEL MURO

Siccome piace soffrire a tutti quelli che passano per questo blog, questo racconto sembrera' normale.
Oggi sono uscito ancora in bici dopo la fatica di ieri, e dopo che non uscivo da un mese, e dopo che avevo preso cinque chili, e dopo che venerdi' avevo fatto i vaccini per andare in africa per lavoro, e dopo che stamattina non avevo fatto colazione, e dopo che mi erano scaduti tutti gli alimenti energetici da portar fuori in bici.
Siccome tutti quelli che passano per questo blog fanno sport queste scuse sembreranno normali.

Bella giornata di sole, due gradi, vento delle grandi occasioni.
E cosa mi poteva succedere?
Una gran pacca nel muro.
Hit the wall, dicono gli americani.
'na gran banana, dicono a ferrara.
Grazie a dio eravamo praticamente in citta'. Volevo fermarmi per vedere se c'era qualcosa che frenava la ruota e a un certo punto ho detto "mario vai, che devo andare alla mia andatura".
Dopo gli ultimi km di via crucis, non riuscivo a scendere dalla bici per un doppio crampo davanti a casa. Urlando arrivo e mi metto sotto la doccia, mangio tutto quello che c'era in casa e poi mi metto a letto con la tuta e due pail.
Mi sveglio dopo un'ora di coma.
Pronto per fare un'altra cazzata sportiva.
Perche' noi non impariamo niente.


2 commenti:

  1. il triathleta come un pesce rosso?

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  2. Leggere le disavventure degli altri mi induce un senso di soddisfazione.
    Non é solo per amore della fatica che passo di qua...

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