lunedì 20 gennaio 2020

PAIN CAVE - CAMERA CON VISTA


Ogni scusa è buona per comprare il rulli smart e swift o simili....

venerdì 10 gennaio 2020

PRIMA DELLA PARTENZA



c'e sempre una strana sensazione prima della partenza
devo fare bene in questo 2020

sabato 14 dicembre 2019

OGGI PRIMO GENNAIO 2020

"Ogni fine è un inizio, ogni inizio è una fine"
Ho deciso di incominciare oggi con i propositi del nuovo anno
la lista è sempre quella: cibo, allenamento, mansarda, riposo, stretching, core/palestra.

sabato 30 novembre 2019

ALLA FINE TUTTO QUELLO CHE CONTA E' QUI



ieri sera era buio.
ho dovuto implorarti, ma alla fine sei venuto.
l'abbiamo già' fatto diverse volte
hai 10 anni e soffi cone un mantice, trascini i piedi.
E forse mi mandi anche a cagare a ogni passo.
Pero' quando corri con me
io sono il re del mondo

lunedì 25 novembre 2019

e' nelle notti più buie che si vedono le stelle



oggi c'era un vento molto forte, pioveva a tratti e c'era freddo.
giornata ideale per ricominciare a soffrire
e motivazione anche da MS che continua a macinare maratone (ieri a Firenze)




sabato 26 ottobre 2019

UN ALTRO IRONMAN



ho fatto più fatica oggi a fare 30km piano in bici che a fare l'ironman



lunedì 16 settembre 2019

domenica 8 settembre 2019

LE COLPE DEI FIGLI RICADONO SUI PADRI


Oggi parlero' di quando un padre (io), ignorante di calcio, va alle partite di calcio del figlio (10 anni) e ne vede tutti i difetti di quando era un fallito (non che adesso sia diverso) in ogni sport avesse provato da bambino.
E urla da bordo campo che bisogna correre, attaccare, non avere paura.
Ma grazie a Dio poi arriva la mamma che rimette in riga il papa'.
E il papa' da quel momento urla solo il nome della squadra di calcio del figlio, incitando il team.

dio salvi le mamme






venerdì 6 settembre 2019

«L’importante non è vincere; è pensare in modo vincente»




"Forse in bicicletta è più facile sentirsi invincibile, non pensare a niente, scattare fino a sentire il dolore fino alla testa. Ma quando metti il piede a terra no, quello è un’altra cosa". e mi alzo sui pedali



"Fuori dall'ospedale c'è scritto "Humanitas". Che poi significa proprio questo: guardarsi negli occhi e parlare. I miei di occhi sono gialli. E il dottore mi dice: «Si fermi Gianluca».
Lo guardo dubbioso. Perché mi devo fermare? La mia vita è un continuo movimento tra Londra, Milano, la BBC, Sky, la mia famiglia, i miei colleghi, i campi da golf, gli amici. Cosa devo fermare?
La risposta me la dà la risonanza magnetica: ferma tutto Luca. Hai un tumore al pancreas.
Quando me lo dicono, ancora non lo so che è uno dei più gravi. Ma lo capisco da come il dottore soffia parole fuori dalle labbra: «Ci sono buone possibilità»...
Buone possibilità di cosa? Quando lo capisco, io che fino a quel punto della mia vita non sapevo niente di malattie, biopsie, pet-scan, di linfonodi e liquidi di contrasto, mi sento perduto...
Bisogna muoversi in fretta, ho una settimana prima dell'operazione.
Quando mi sveglio dopo l'intervento c'è mia moglie, ho tubi collegati al collo e all'addome. E una lunga cicatrice in mezzo agli addominali. Lei ha gli occhi che bruciano di felicità.
«È andata bene» dice. «Quanto devo stare qui», le chiedo. «Quindici giorni».
Esco dall'ospedale dopo sei, tra le proteste dei medici che mi invitano comunque a condividere un lungo trattamento con il professor Cunningham, a Londra. Ma prima c'è Natale. Lo passiamo in Inghilterra tutti insieme e guardo queste persone come non lo avevo guardate mai.
Il giorno di Santo Stefano lo dico alle bambine. Come? Così come lo sto dicendo a voi.
Mentre parlo con loro, e loro piangono, io piango, capisco che non è vero che il cancro è il grande nemico da sconfiggere. Non è una lotta per uccidere lui, ma è una sfida per cambiare sé stessi...
Ho bisogno di dialogare con la paura. La paura vera, quella che ti fa chiudere in bagno e piangere; paura di non riuscire a dire le parole che servono. Ne parlo con Cunningham: «Dottore lei crede che io possa guarire pensando in modo positivo che io guarirò». Lui, uomo di scienza mi risponde di sì. È tutto quello che mi serve.
Ci costruisco intorno una nuova routine e mi ci dedico anima e corpo: mi sveglio presto, medito su piccole frasi fondamentali, cerco il silenzio, mi focalizzo sui dettagli piacevoli, faccio esercizio, leggo e scrivo un pensiero positivo ogni giorno…
Scrivo su una serie di post-it gialli le frasi che sono nel mio libro. Mentre vi scrivo queste righe ho finito la chemio e i trattamenti radio ma ancora non so come andrà a finire questa partita, lo scoprirò più avanti.
Quello che so è che mi sono preparato bene e ho dato il massimo; che la mia squadra non poteva giocare meglio. E che mi hanno passato la palla, come la si passa ad un attaccante.
Quindi sono lì davanti, la rete la vedo bene, così come la linea di porta e quella di fondo.
So come si fa. Ma ogni volta che calcio per fare gol è sempre come la prima volta: hai bisogno di un bel po' di coraggio. E anche di un pizzico di fortuna».

lunedì 2 settembre 2019

RACE DAY





ogni giorno, tanti di noi, incominciano una gara.
non sappiamo come andrà a finire.
se vinceremo, se perderemo, se non arriveremo in fondo.
ma "ogni gara è lunga, e alla fine, è solo con noi stessi".

lunedì 26 agosto 2019

martedì 13 agosto 2019

EMERGENZA ANZIANI



Esco in bici, ci sono 40 gradi
me li godo tutti,
ma avete idea di quanto freddo mi sono beccato in 12 anni di Amsterdam?


domenica 4 agosto 2019