sabato 26 ottobre 2019

UN ALTRO IRONMAN



ho fatto più fatica oggi a fare 30km piano in bici che a fare l'ironman



lunedì 16 settembre 2019

domenica 8 settembre 2019

LE COLPE DEI FIGLI RICADONO SUI PADRI


Oggi parlero' di quando un padre (io), ignorante di calcio, va alle partite di calcio del figlio (10 anni) e ne vede tutti i difetti di quando era un fallito (non che adesso sia diverso) in ogni sport avesse provato da bambino.
E urla da bordo campo che bisogna correre, attaccare, non avere paura.
Ma grazie a Dio poi arriva la mamma che rimette in riga il papa'.
E il papa' da quel momento urla solo il nome della squadra di calcio del figlio, incitando il team.

dio salvi le mamme






venerdì 6 settembre 2019

«L’importante non è vincere; è pensare in modo vincente»




"Forse in bicicletta è più facile sentirsi invincibile, non pensare a niente, scattare fino a sentire il dolore fino alla testa. Ma quando metti il piede a terra no, quello è un’altra cosa". e mi alzo sui pedali



"Fuori dall'ospedale c'è scritto "Humanitas". Che poi significa proprio questo: guardarsi negli occhi e parlare. I miei di occhi sono gialli. E il dottore mi dice: «Si fermi Gianluca».
Lo guardo dubbioso. Perché mi devo fermare? La mia vita è un continuo movimento tra Londra, Milano, la BBC, Sky, la mia famiglia, i miei colleghi, i campi da golf, gli amici. Cosa devo fermare?
La risposta me la dà la risonanza magnetica: ferma tutto Luca. Hai un tumore al pancreas.
Quando me lo dicono, ancora non lo so che è uno dei più gravi. Ma lo capisco da come il dottore soffia parole fuori dalle labbra: «Ci sono buone possibilità»...
Buone possibilità di cosa? Quando lo capisco, io che fino a quel punto della mia vita non sapevo niente di malattie, biopsie, pet-scan, di linfonodi e liquidi di contrasto, mi sento perduto...
Bisogna muoversi in fretta, ho una settimana prima dell'operazione.
Quando mi sveglio dopo l'intervento c'è mia moglie, ho tubi collegati al collo e all'addome. E una lunga cicatrice in mezzo agli addominali. Lei ha gli occhi che bruciano di felicità.
«È andata bene» dice. «Quanto devo stare qui», le chiedo. «Quindici giorni».
Esco dall'ospedale dopo sei, tra le proteste dei medici che mi invitano comunque a condividere un lungo trattamento con il professor Cunningham, a Londra. Ma prima c'è Natale. Lo passiamo in Inghilterra tutti insieme e guardo queste persone come non lo avevo guardate mai.
Il giorno di Santo Stefano lo dico alle bambine. Come? Così come lo sto dicendo a voi.
Mentre parlo con loro, e loro piangono, io piango, capisco che non è vero che il cancro è il grande nemico da sconfiggere. Non è una lotta per uccidere lui, ma è una sfida per cambiare sé stessi...
Ho bisogno di dialogare con la paura. La paura vera, quella che ti fa chiudere in bagno e piangere; paura di non riuscire a dire le parole che servono. Ne parlo con Cunningham: «Dottore lei crede che io possa guarire pensando in modo positivo che io guarirò». Lui, uomo di scienza mi risponde di sì. È tutto quello che mi serve.
Ci costruisco intorno una nuova routine e mi ci dedico anima e corpo: mi sveglio presto, medito su piccole frasi fondamentali, cerco il silenzio, mi focalizzo sui dettagli piacevoli, faccio esercizio, leggo e scrivo un pensiero positivo ogni giorno…
Scrivo su una serie di post-it gialli le frasi che sono nel mio libro. Mentre vi scrivo queste righe ho finito la chemio e i trattamenti radio ma ancora non so come andrà a finire questa partita, lo scoprirò più avanti.
Quello che so è che mi sono preparato bene e ho dato il massimo; che la mia squadra non poteva giocare meglio. E che mi hanno passato la palla, come la si passa ad un attaccante.
Quindi sono lì davanti, la rete la vedo bene, così come la linea di porta e quella di fondo.
So come si fa. Ma ogni volta che calcio per fare gol è sempre come la prima volta: hai bisogno di un bel po' di coraggio. E anche di un pizzico di fortuna».

lunedì 2 settembre 2019

RACE DAY





ogni giorno, tanti di noi, incominciano una gara.
non sappiamo come andrà a finire.
se vinceremo, se perderemo, se non arriveremo in fondo.
ma "ogni gara è lunga, e alla fine, è solo con noi stessi".

lunedì 26 agosto 2019

martedì 13 agosto 2019

EMERGENZA ANZIANI



Esco in bici, ci sono 40 gradi
me li godo tutti,
ma avete idea di quanto freddo mi sono beccato in 12 anni di Amsterdam?


domenica 4 agosto 2019

domenica 28 luglio 2019

FIGHT





e come dice ironcowboy (50 ironman in 50 giorni in 50 stati):

"...but that doesn't mean your hard, isn't easier or harder than mine.

they are both hard at the same level.

Whaterever you are going through, 

whatever trials and tribulations you are having, it is hard.

Fight.

Go to finish."


venerdì 26 luglio 2019

TAG L'HA ADOS* (ce l'hai addosso per i non ferraresi)





ma quanto bello e' che non vedi l'ora di fare allenamento?

*la citazione invece e' riferita a quando l'eroina andava di moda e a un urlo che un tossico storico di ferrara fece a un amico che c'era cascato dentro pesante


domenica 21 luglio 2019

L'UOMO DAL FIORE IN BOCCA




Abbiamo corso insieme per tanti anni, tutte le sere alle sette.
Tu facevi il lento e io facevo il veloce.
Battevi le mani, dicevi "giro di vite" e dovevo partire per un'altra ripetuta, sempre troppo vicina a quella appena finita.
Morivo ogni sera, però mi facevi andare forte.
Abbiamo corso insieme per tanti anni, tutte le sere alle sette.
Ogni sera. Nel buio, nel freddo, nella nebbia, nel caldo, fino la fine della gioventù.
Poi io sono partito e tu sei rimasto a casa.
avevi due e ventotto sulla maratona
quando ti ho scritto tutto contento che avevo fatto quattro e venti nella mia prima maratona mi hai solo risposto "vergognati".
sei corso via per sempre, in pochi mesi
e adesso capisco quante volte in quei pochi mesi magari hai ripensato a tutte le volte che ti sei incazzato per niente, ai momenti persi dei tuoi figli, o quante volte hai guardato senza vedere.

 " L’eccezionalità del momento, per chi sente la morte addosso – per usare un’espressione pirandelliana – e la normalità per chi è preso nel giro usuale della vita con i suoi piccoli impegni quotidiani, segnano i due termini della dialettica che sì anima nel grande soliloquio del protagonista.
Egli analizza lucidamente le sue ultime sensazioni, evocando brandelli di vita comune, particolari di una quotidianità che per lui s’allontana irrimediabilmente e per questo rende preziosi i ricordi anche di fatti di poco conto. Nella solennità della sua solitudine sembra aver raggiunto inattese consapevolezze sulla vita che gli sfugge e sulla morte, senza rimpianti e senza pentimenti, quasi godendo amaramente della sua irripetibile esperienza segnata dall’eco della fine, che gli consente di dedicarsi con interesse a osservare l’anonima vita degli altri, per coglierne il senso."

martedì 16 luglio 2019

SETTANTACINQUEMILA KM DI CORSA



ho scoperto che uno super simpatico che lavora con me è uno dei fondatori del UTMB e che ha 75.000 km sul telaio.

domenica 7 luglio 2019

The Barkley Marathons: The Race That Eats Its Young - Trailer 1





che spettacolo, solo king of pain potrebbe pensare di farla.

no, forse neanche lui è cosi fuori.

Dove i sogni vanno a morire.

quest'anno nessuno l'ha finita